Salta gli elementi di navigazione
banner
logo ridotto
logo-salomone
DICEA Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale

News

home page > News > La falda di Prato
Stampa la notizia: La falda di Prato

La falda di Prato

Una risorsa da conoscere, gestire e curare. Publiacqua presenta il volume

Comune di Prato, Università di Firenze e Publiacqua hanno presentato il 5 dicembre “La Falda di Prato – indagine e modellizzazione dell’acquifero”.

A presentare il volume Matteo Biffoni, Sindaco del Comune di Prato, Claudio Lubello, Professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Firenze e coautore del volume, Lorenzo Perra, Presidente di Publiacqua, Simone Barni, Vice Presidente di Publiacqua, Paolo Saccani, amministratore Delegato di Publiacqua, Alessandro Mazzei, Direttore Generale dell’Autorità idrica Toscana. Presenti anche gli altri coautori del libro, Marco Doveri e Matia Menichini (IGG-CNR), Silvia Angelini (West Systems srl), Francesco Consumi, Giovanni Montini e Isabella Bonamini (Autorità di Distretto dell’Appennino Settentrionale), Armando Miniati e Tania Macchi (Publiacqua), Barbara Ferri (Autorità Idrica Toscana).

“La Falda di Prato” è il secondo volume di una di una collana che Publiacqua ha deciso di realizzare per informare gli Amministratori, i Consiglieri Comunali ed i principali stakeholder dei 46 comuni dove la società opera su quelle che sono le caratteristiche principali del servizio erogato. Quali sono le fonti di approvvigionamento, qual è la qualità delle acque alla loro origine, quali processi di trattamento sono necessari perché questa acque possano poi essere distribuite alla popolazione dal pubblico acquedotto.

Una collana, quindi, ma soprattutto uno strumento di lavoro, di conoscenza e di trasparenza a disposizione di amministratori e cittadini.

 

LO STUDIO

Lo studio sulla Falda di Prato è stato realizzato dal gestore assieme al Comune di Prato, all’Autorità Idrica Toscana, l’Autorità di Distretto dell’Appennino Settentrionale, il CNR e l’Università di Firenze. Il suo scopo è quello di “fotografare” lo stato idrico ed ambientale di questa risorsa idrica che ha avuto un ruolo assolutamente non secondario sulla nascita e lo sviluppo della città di Prato e successivamente della sua industria tessile.

La Falda di Prato negli anni del grande sviluppo industriale della città ha subito attingimenti molto superiori alle sue capacità di ricarica, tanto che tra la fine degli anni ottanta ed i primi anni novanta essa è scesa in maniera preoccupante. Accanto al depauperamento quantitativo, però, altro fenomeno da non sottovalutare è stato l’inquinamento che la falda ha subito in quegli anni.

Con la crisi industriale del distretto tessile la falda è risalita ma non sono diminuiti gli effetti degli inquinanti rilasciati in falda negli anni precedenti. Anzi la risalita del livello della falda si è portata dietro, per una sorta di “lavaggio” degli strati superficiali, gli inquinanti ivi depositati. Per questo motivo, al fine di rendere sempre più sicuro e di qualità l’attingimento di acqua a fini idropotabili, è necessario studiare i suddetti inquinanti, le loro caratteristiche e i loro movimenti all’interno della stessa falda.

Il volume presentato oggi illustra quindi lo stato attuale della Falda di Prato, alla luce dello studio realizzato, i punti di alta concentrazione di inquinanti e le zone di diffusione degli stessi.

Grazie a questo studio è oggi possibile intraprendere strategie gestionali della falda sempre più adeguate, non solo agli inquinanti la cui presenza è nota da anni, ma anche ai movimenti ed al comportamento degli stessi in modo da rendere ottimali le filiere di potabilizzazione degli impianti e quindi sicura e di qualità l’acqua dei rubinetti della città di Prato e dei Comuni limitrofi che dal suo sistema acquedottistico ricevono una importante integrazione.  

04 Dicembre 2019
Condividi su Facebook Twitter LinkedIn
Unifi Home Page

Inizio pagina