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Il pugliatore, il risveglio di un capolavoro

26 Luglio 2022

Un copia realizzata con tecnologie digitali e stampa 3D per l'edizione cinese della mostra “Tota Italia. Alle origini di una nazione. IV sec. a.C. – I sec. d.C.”.

Il pugliatore, il risveglio di un capolavoro

L'edizione cinese della mostra “Tota Italia. Alle origini di una nazione. IV sec. a.C. – I sec. d.C.”. al National Museum of China, realizzata grazie alla collaborazione tra MiC e Maeci con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia a Pechino, e curata dal Direttore Generale Musei Italiani del MiC, Massimo Osanna, insieme al Direttore del Museo Nazionale Romano, Stéphane Verger, si arricchisce di una copia realizzata in tempi record con tecnologie digitali e stampa 3D, del Pugilatore a riposo.
Grazia Tucci, direttrice del GeCo Lab, Laboratorio di Geomatica per l’Ambiente e la Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Firenze, ha curato le fasi dell’intero processo.
La prima è stata il rilievo dell’originale, con scanner a triangolazione e fotogrammetria per la creazione del modello digitale; in particolare, grazie alla fotogrammetria, è stato possibile ottenere l’elevata qualità cromatica necessaria per lo studio della finitura del modello fisico.
A dare corpo al “gemello digitale” è stato un particolare tipo di stampa 3D che, attraverso la luce ultravioletta, trasforma uno strato di gel in un materiale solido e resistente. Grazie a uno specifico programma di grafica sono stati individuati i punti in cui suddividere la scultura (che, come in antico, quindi, è stata realizzata in parti distinte successivamente unite) in modo da produrre una stampa tridimensionale a diverse risoluzioni in base alla ricchezza dei dettagli: la testa è stata divisa dal corpo sezionandola sul collo, mentre gli avambracci sono stati tagliati all’altezza del gomito.
Grande attenzione è stata assegnata infine all’operazione di finitura, realizzata con un processo di “metallizzazione” che prevede la fusione di particelle di bronzo sulla superficie stampata. Questa tecnica, solitamente impiegata come anticorrosivo, ha permesso di ottenere, nella copia, una perfetta simulazione cromatica delle ossidazioni e del passaggio del tempo. Da oggi in poi non sarà più l'opera originale a viaggiare per musei e mostre internazionali, ma la sua fedele riproduzione, messaggera di cultura.

Crediti:
Rilievo dell’opera : MicroGeo con SCANTECH - KSCAN Magic e Magic 2, 3D laser scanner.
Realizzazione del modello 3D: Laboratorio GeCo - DICEA - Università degli Studi di Firenze. 
Stampa 3D: 3DVenice con stampante MASSIVIT
Metallizzazione e ossidazione delle superfici: MATERICA 
 

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